venerdì 3 febbraio 2017

Perché esistono le religioni?



Senza un apposito condizionamento socio-culturale, che fine farebbero le religioni? 

Con ogni probabilità, si dissolverebbero nel nulla finendo nel dimenticatoio, così come accade puntualmente ad ogni divinità non appena sopraggiunge la morte dell'ultimo dei suoi fedeli. 

La religione è un fenomeno culturale che necessita d'un incessante lavorio per mantenersi in essere, perché come sosteneva il curato Jean Meslier: «Pochissima gente avrebbe un dio, se tanta gente non avesse fatto di tutto per dargliene uno» [1].

Nessuno si stupirà più di tanto del fatto che non si sia mai assistito all'istituzione di alcuna religione da parte di scimmie o scimpanzé. E tanto meno che questi animali non abbiano mai sprecato il loro tempo nell'erigere templi per finalità di carattere stregonico: ovviamente non avevano né il bisogno, né le capacità per farlo, direte. 

Ma essendo l'uomo un discendente di progenitori comuni alle scimmie, a loro volta notoriamente incuranti della sfera magico religiosa, si può ritenere che la specie umana si sia sviluppata senza alcuna necessità religiosa, pur cominciando a maturare le capacità per divenire una specie potenzialmente religiosa. 

È inoltre plausibile ritenere che, sviluppatesi le capacità cognitive per indagare i fenomeni del mondo, l'approccio fideistico-magico-rituale sia stato uno dei primi tentativi ingenui impiegati per cercare di spiegare e controllare i fenomeni fisici. 

La comprensione di tali fenomeni, infatti, avrebbe appagato il nuovo bisogno di conoscenza tipicamente umano, mentre il riuscire a piegare la natura alle proprie volontà, avrebbe rappresentato un notevole vantaggio per la sopravvivenza della specie... ammesso che la strategia avesse funzionato! 

Successivamente, l'approccio ingenuo, magico-religioso, si rivelò tremendamente inefficace per spiegare e dominare la natura, ed avrebbe così progressivamente ceduto il campo prima alla filosofia (naturale) e poi alla moderna Scienza. 

La religione non scomparve affatto, ma si vedette costretta ad orientarsi verso il soddisfacimento di altri bisogni ed il perseguimento di ben altri fini, dato che con l'avanzare della Storia gli esseri umani iniziarono a sperimentare condizioni sociali assai diverse da quelle dei primi cacciatori raccoglitori. 

Man mano che le società si strutturavano, diventando sempre più complesse, le esigenze cambiavano e le religioni si adattavano ad esse. Ed è così che sono riuscite a sopravvivere fino ad oggi: hanno mutato la loro forma. Perché come sostenuto da Luigi Cascioli:

«Tutte le religioni non sono altro che l'adattamento, il rimodernamento e la trasformazione di religioni precedenti la cui storia, regredendo nel tempo, ci riporta a quell'animismo che fu la prima base delle credenze umane, animismo che a sua volta deriva dalla superstizione e dell'ignoranza che portò i primitivi a temere l'incognito»  e a cercare di spiegarlo, aggiungo! [2]

Vi presento ora rapidamente un altro punto di vista assai distante da quello appena esposto...[3] 

Negli ultimi decenni è andato formandosi un gruppo di teorie speculative decisamente curiose e radicalmente alternative al piccolo sunto di storia delle religioni sopra riportato: le Teorie degli Antichi Astronauti.

Secondo i sostenitori di tali teorie, in passato, gli extraterrestri visitavano regolarmente (o forse addirittura popolavano) la Terra, con motivazioni e finalità non ben precisate. E le prove di tali affermazioni vanno ricercate nei miti, nelle opere d'arte ed in quelle architettoniche dell'antichità.

I testi sacri delle religioni devono quindi essere “presi alla lettera”, come dei resoconti storici di ciò che i nostri avi videro di persona e cercarono di descrivere nel miglior modo possibile con il linguaggio e le conoscenze dell'epoca, ovviamente.

Così quando i profeti dell'Antico Testamento parlano di “carri di fuoco”, in realtà si riferirebbero a delle astronavi... e così via.

In altre parole, le varie divinità di cui si narra nell'antichità non sarebbero altro che alieni dotati di una tecnologia così avanzata e inspiegabile per l'epoca che li faceva apparire come delle divinità innanzi agli occhi degli antichi.

Alcuni sostenitori di tali teorie non convenzionali, affermano che vi sia stata (e forse vi sia ancora) un'influenza aliena nelle dinamiche che riguardano le società, se non addirittura che gli alieni siano intervenuti direttamente nello sviluppo e nella “creazione” della specie umana. 

Se per la paleoantropologia l'uomo è il risultato di un processo evolutivo naturale durato milioni di anni (si pensi pure alle teorie Darwiniane), per i sostenitori delle Teorie degli antichi astronauti, alcune specie aliene sarebbero sbarcate sulla Terra ed avrebbero indotto lo sviluppo e guidato il percorso evolutivo della nostra specie, mediante interventi d'ingegneria genetica.

Se ciò fosse vero, si avrebbe una bizzarra teoria "creazionevoluzionista", vale a dire una spiegazione ibrida che conserva (in parte) sia il creazionismo che l'evoluzionismo.

Non è il mio intento cercare di stabilire in questa sede chi abbia ragione, se i creduloni - pardon - i credenti delle religioni, gli scienziati o i fautori degli antichi astronauti, anche se immagino che sarebbe veramente divertente assistere alle reazioni degli stregoni cattolici, se un giorno gli scienziati corroborassero il creazionevoluzionismo scoprendo nel DNA umano le prove di un qualche genere di "innesto" genetico!

Ciò che mi preme sottolineare ora, è che per quanto plausibili, divertenti o affascinati possano risultare certe teorie, ed indipendentemente da quanta “fede” alcuni individui possano manifestare nei confronti di una dottrina, tutte le ipotesi formulate per spiegare l'avvento ed il perdurare delle religioni devono essere indagate in profondità e senza facili entusiasmi.

Ritengo che l'origine, il senso ed il perché la religione si sia originata ed attecchisca nelle menti degli esseri umani, in particolar modo in quelle di coloro che sono stati indottrinati, possano certamente essere compresi conducendo un'accurata indagine scientifica. 

Perché se il fenomeno della religione ha un qualche genere di spiegazione, l'unica speranza concreta di ottenerla è di trattare la religione come si dovrebbe fare con qualsiasi altro fenomeno sociale, vale a dire indagandola con il metro della scienza ed il supporto della logica-razionale, così come avviene proficuamente per ogni altro fenomeno che permea l'universo [4]. 

E l'umanità deve comprendere che, nell'ambito della scienza, sempre e comunque lo scopo dev'essere il raggiungimento della verità, ovunque essa ci porti.

Vi sono però dei dati di fatto innegabili inerenti le religioni. 

Nella storia umana si è assistito allo sviluppo di culti i cui adepti millantano di essere in possesso di presunte verità assolute paradossalmente propugnate senza il supporto di alcuna evidenza oggettiva.

Tali culti sono tipicamente caratterizzati da una visione magico-rituale-fideistica-irrazionale e ricorrono all'illusione dell'esistenza di divinità creatrici e osservatrici dotate di “strabilianti” poteri (onniscenza, onnipotenza, bontà assoluta etc etc). 

Il fine “ufficiale” di tali culti è di cercare di sopperire a lacune di conoscenza, paure e turbamenti, e di essere dei rimedi (palliativi) d'una esistenza terrena di sfruttamento, oppressione e dolore, cercando di convincere gli adepti che potranno riscattare le ingiustizie subite in vita al di là di questo mondo. 

Bisogna stare sempre in guardia da quei salvatori dell'umanità che agiscono in nome di Dio, perché chi afferma di voler migliorare l'esistenza degli esseri umani per mezzo della menzogna, degli inganni e delle illusioni, dimostra già in partenza al mondo intero che il suo vero fine non può che esser qualcosa d'altro rispetto a quanto va ufficialmente dichiarando.

Spesso, infatti, si è assistito all'organizzazione capillare di tali culti in apparati di potere mantenuti in essere a suon di menzogne e indottrinamento, che poi, nei fatti, hanno palesato le loro vere finalità, vale a dire il controllo sociale e lo sfruttamento delle folle.

Di questo l'umanità non ha di certo bisogno.

Le divinità, inoltre, sono state scomodate per cercare di dare delle risposte che nessuno era (ed in molti casi ancora non è) in grado di dare. Ma per ogni essere pensante, l'ipotesi di Dio non rappresenta affatto una risposta soddisfacente. 

Rispondere alla domanda «Chi ha creato l'universo?» con il termine Dio, è del tutto equiparabile ad affermare che in realtà il vero Creatore sia un Invisibile Unicorno Rosa, Padre onnipotente di tutte le altre divinità.

Perché, come ci fa notare Euclide: «Ciò che è affermato senza prova, può anche essere negato senza prova».

La conoscenza inerente la natura non aumenterà di certo grazie all'operato degli stregoni delle religioni, in particolar modo di quelli che si ritenevano nel giusto quando giustiziavano scienziati e liberi pensatori in nome di Dio.

Anche di questo gli esseri umani possono fare volentieri a meno.

Le questioni inerenti l'etica e la morale possono essere risolte con una buna e sana riflessione filosofica, senza alcun bisogno di sottostare ai dettami concepiti da una istituzione di potere millenaria quale è la Chiesa Cattolica. 

Per tali esigenze, è più che sufficiente ricorrere alla ragione appellandosi alla sensibilità. Infatti, come sostenuto dall'astrofisica Margherita Hack: 

«Non è necessario avere una religione per avere una morale, perché se non si riesce a distinguere il bene dal male quella che manca è la sensibilità, non la religione».

Ma se così stanno le cose, perché esistono le religioni?

Di fatto, quello d'imporre la presunta volontà di un ente metafisico trascendente, qual è ad esempio quell'essere immaginario noto con il nome di Dio, consiste nella strategia storicamente più utilizzata dal Potere per cercare di far accettare alla massa ciò che avvantaggia i pochi e danneggia i molti. 

Qualche lettore penserà che questa sia una tesi banale, perché nel terzo millennio nessuno può essere vittima di simili stratagemmi... nulla di più falso: sostituite alla parola “Dio” il termine “libero mercato”, ed ecco che avrete un ente altrettanto metafisico di un'altra religione (quella dell'economia capitalistica) con i suoi dogmi (come l'inseguimento del profitto), i suoi stregoni (ovvero politici ed economisti) che diffondendo il loro Verbo (che parla di una crescita infinita) e che riescono così a tenere sotto scacco l'intera umanità.

La religione, infatti, non è soltanto quella che si pratica nelle chiese, ma lo è anche ogni forma di credo che contempli un'impostazione acritica e dogmatica, che la fede riguardi l'ambito religioso o quello politico-economico, astrattamente parlando, non fa alcuna differenza.

Mirco Mariucci

Note:

[1] Jean Meslier, Il Testamento. Le ultime volontà di un prete ateo, comunista e rivoluzionario del '700, a cura di Itala Tosi Gallo, La Fiaccola, Ragusa, 1989.

[2] Luigi Cascioli, La favola di Cristo.

[3] Per approfondire si faccia pure riferimento alle numerose pubblicazioni di Mauro Biglino

[4] Per approfondire l'argomento si faccia riferimento al saggio: Rompere l'incantesimo: La religione come fenomeno naturale, del filosofo statunitense Daniel Dennett, pubblicato nel 2006

1 commento:

  1. Io credo che le religioni esistono per 2 motivi, il primo motivo è che la maggior parte delle persone credono in un'essere superiore che ha creato ogni cosa e in qualche modo cerca di servirlo attraverso la propria religione ,il secondo motivo è che le religioni stesse non fanno altro che creare confusione attorno la verità di quell'unico Dio che esiste veramente ,io nonostante non abbia mai conosciuto le altre religioni sono pronto a mettere la mano sul fuoco che il vero ed unico vero Dio è (Gesù Cristo) e posso anche spiegare il perché sono così convinto ,semplicemente perché in un giorno della mia vita che vivevo da ateo ho avuto una visione con gli occhi aperti ed ho visto Gesù allo stesso modo per come è descritto nel libro dell'Apocalisse ed io la Bibbia non l'avevo mai letta nella mia vita .

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